Paccheri 

Il pacchero, formato di pasta corta derivante da un cannellone tagliato che altri chiamano schiaffone.Alcuni sostengono che il nome “pacchero” derivi dal fatto che il pastaio riceveva un sonoro ceffone dal titolare del pastificio allorchè veniva sorpreso a comportarsi non correttamente sul luogo di lavoro. Altri, invece, ritengono che la denominazione di questo famoso formato sia da attribuirsi al fatto che il prodotto allorchè viene ingerito , intriso di salsa al pomodoro, produca un rumore simile a quello di un ceffone, uno “schiocco”.

Ricetta : Paccheri “ ‘mbuttunati”

Ingredienti:  Paccheri “Irollo, Pasta la salute!” – provola -melanzane fritte a cubetti - pelati  di pomodoro- olio extravergine di oliva .Friggere nell’olio le melanzane tagliate a cubetti, versare  i pelati pomodoro e a fine cottura immergere la provola tagliata a pezzi non molto sottili. Immergere i  paccheri nel condimento e poi riempirli con i cubetti di melanzane e di provola.

Ricetta : Paccheri  del Re 

Ingredienti : Paccheri  “Irollo, Pasta la salute”- uova- asparagi – provolone del monaco –pancetta- olio extravergine di oliva- sale-pepe.Versare sui paccheri cotti al dente il composto di uova sbattute , crema di asparagi, pancetta a tocchetti - mescolare come si volesse ottenere un piatto alla “carbonara” , aggiungere sul piatto fumante servito a tavola una spruzzatina di pepe e scaglie di provolone del monaco. Domandiamoci da dove  nasce, innanzitutto, il termine “carbonara”. Secondo una ipotesi  alquanto diffusa , il nome derivi dai carbonai, in buona parte laziali, che lavoravano incessantemente sugli Appennini per trasformare la legna in carbone: costoro, per rifocillarsi dal duro lavoro, consumavano pasti a base di “cacio e uova” conditi con guanciale e una buona dose di grasso o lardo. Secondo un’altra ipotesi , responsabile dell’invenzione del piatto fu un oste romano che nel secondo dopoguerra avrebbe dedicato la ricetta al suo vecchio lavoro da “carbonaro”. Ancora, secondo altri ,  un oste sempre romano  avrebbe inventato il piatto  a Carbonia, vicino Cagliari.Tra le infinite versioni che vengono tramandate a proposito dell’origine di questo piatto e del suo nome, ce n’è una che la lega alla vicenda di una nobildonna  che, nell’Ottocento, era solita ospitare le riunioni della carboneria e, probabilmente, allietare le discussioni con un ricco piatto di pasta. Già a partire dal 1820 divamparono in  Europa   moti rivoluzionari che  si diffusero anche in Italia. Le prime a insorgere furono Napoli e Palermo.Al centro di questi moti di ribellione, si vennero a trovare le società segrete riunite nella Carboneria, il cui nome simbolicamente trovava origine dai carbonai, i venditori di carbone .Ecco spiegata l'origine della ricetta collegata  alla cucina napoletana e presente nel trattato del 1837 Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti . Avvaloriamo questa ipotesi, oltre per  motivi  campanilistici,anche perchè nella cucina popolare napoletana sia norma, nella preparazione di alcuni piatti, usare ingredienti che si trovano nella carbonara: uno sbattuto di uova, formaggio e pepe aggiunto dopo la cottura.Perché paccheri del Re ? Innanzitutto precisiamo questo: il re in questione è  Ferdinando II di Borbone che tanto impulso diede alla fabbricazione delle paste alimentari a Gragnano. Questo Re detto  anche Re Bomba per aver cannoneggiato Messina in occasione dei moti rivoluzionari , secondo la nostra fantasia, avrebbe preso dai moti rivoluzionari quello che giudicava utile per lui: la pasta alla carbonara aggiungendovi un ingrediente di nobiltà: gli asparagi.

Buon appetito e  buon brindisi  con un bicchiere del frizzante vino di Gragnano

Pe’ cient’anne

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